Ciao a tutti,

oggi vi vogliamo raccontare di un’esperienza che abbiamo vissuto durante la nostra visita a Milano. Nel pomeriggio infatti avevamo una visita guidata al Memoriale della Shoah. Non tutti infatti sanno che sotto alla Stazione di Milano Centrale ci fosse un binario, oggi scopriremo di più…

Un po’ di storia

La Stazione di Milano Centrale venne inaugurata nel 1931, ma il progetto è datato 1912, il cui Ulisse Stacchini ideò un progetto diverso da tutti gli altri in gara. Stacchini infatti aveva ideato, non una, ma ben due stazioni nello stesso luogo. Una stazione era dedicata esclusivamente al trasporto di passeggeri, mentre l’altra stazione (a livello stradale), era dedicata esclusivamente alla parte commerciale. Stacchini, infatti aveva pensato di separare le attività perché non si disturbassero. L’area a livello stradale non fu mai nascosta, ma semplicemente ignorata dalla popolazione, perché non li riguarda personalmente. 

Visita al memoriale

Il progetto del memoriale fu realizzato da uno studio di architetti, che hanno pensato di ideare una sorta di percorso ideale, attraverso illustrazioni, che fanno da linguaggio. 

Dopo aver varcato l’ingresso, ci troviamo subito davanti alla prima installazione: il MURO DELL’INDIFFERENZA. L’indifferenza quando diventa totale, crea muri, ti rende invisibile se ne sei vittima, e l’unico modo per uscirne è sperimentare. Quindi passare il MURO DELL’INDIFFERENZA, tagliare il rapporto con la città, con il resto della società, che in realtà fu esattamente quello che avvenne. Dopo aver lasciato il MURO DELL’INDIFFERENZA alle spalle, si può vedere la seconda installazione costruita dagli architetti, l’OSSERVATORIO. Questa installazione, infatti, vuole farci capire come si sentivano le persone che arrivavano qui, principalmente ebrei e prigionieri politici, verso una meta a loro sconosciuta. Andando avanti si possono vedere le STANZE DELLE TESTIMONIANZE, dove si possono vedere i racconti dei sopravvissuti, come quello di Liliana Segre. 

Un’altra installazione che abbiamo visto, sono i vagoni originali, restaurati dal personale delle ferrovie dello stato, nel quale venivano caricati tra i 60 e le 80 persone, tra un bestiamo e l’altro, prima di essere chiuse violentemente dentro. All’interno erano terribili, perché non era possibile sedersi, non possedevano finestrini, ma solo delle feritoie, non c’erano i servizi igienici, non c’era acqua. Pensate solo che dovevo restare lì per circa 6/7 giorni. Solo al pensiero ci vengono i brividi. Una volta che il vagano veniva riempito di esseri umani, veniva posizionato sul montavagone, azionato da un potente motore, che portava in superficie il vagone e così per tutti gli altri vagoni. Le persone che venivano buttate con violenza non avevano la più pallida idea di come sarebbe avvenuta la partenza, ma peggio ancora, la loro destinazione. I primi due convogli verso il Campo di concentramento di Auschwitz, i successivi a Fossoli, vicino a Modena; mentre alcuni andavano diretti in Germania o in Austria, nei campi di lavoro. 

Un’altra installazione che si può vedere è il MURO DEI NOMI, non quello originale del progetto, ma per il momento è stato costruito così. E’ la risposta al MURO DELL’INDIFFERENZA, ricordare che dietro ai  numeri esistono degli esseri umani. 

“Lo scopo del memoriale, non è solo ricordare una storia, ma darci una traccia, uno strumento per lavorare su di noi alla ricerca della differenza, quindi del contrario dell’indifferenza.”

In occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio 2021, il Memoriale della Shoah offre per la prima volta la possibilità di assistere a una visita guidata a distanza. Se non avete tempo di andarlo a visitare, vi consigliamo di fare almeno la visita virtuale. 

Speriamo che questo articolo vi possa essere stato utile, per sapere cosa troverete dentro al Memoriale della Shoah di Milano.  

Fateci sapere nei commenti!

A presto Giorgia & Gloria

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